25 novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

25 novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Secondo l’articolo 1 della Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, emanata dall’Assemblea Generale dalle Nazioni Unite nel 1993, la violenza contro le donne è  

«Qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata»

Rientrano, quindi, in questa forma di violenza anche i reati persecutori, tra cui:

  • lo stalking
  • le molestie sessuali
  • le aggressioni
  • la violenza domestica
  • lo stupro
  • il matrimonio forzato
  • il femminicidio

Violenza contro le donne e femminicidio

 

Nella stessa dichiarazione del 1993 si definisce il femminicidio come

«la manifestazione di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna che ha portato al dominio dell’uomo sulle donne e alla discriminazione contro di loro, e ha impedito un vero progresso nella condizione della donna».

Dall’inizio del 2021 le vittime di femminicidio in Italia sono state 93, praticamente due a settimana: 63 di queste donne sono state uccise dal partner o ex partner.

La soluzione a questo tragico problema sembrerebbe facile e riconducibile ad un singolo gesto: lasciare gli uomini violenti, denunciare, andarsene.

Tuttavia, se fosse così semplice non ci sarebbero più femminicidi.

Perchè le donne non lasciano i compagni violenti?  

 

Spesso la domanda sorge spontanea: perché le donne non si ribellano a mariti, compagni o fidanzati aggressivi?

Le motivazioni possono essere diverse, come ad esempio: il senso di colpa, i sentimenti contrastanti, il timore dell’abbandono, la mancanza di un’indipendenza economica, la paura di non essere credute, la paura per i figli e la mancanza di sostegno esterno.

In genere le donne che subiscono violenza si sentono sole.

Di solito, l’uomo violento tende, per prima cosa, ad allontanare la compagna dai suoi affetti. Famiglia, amiche e colleghe vengono spesso denigrate e insultate inducendo la donna a limitare le frequentazioni.

È quindi essenziale aiutare le donne nel loro percorso di consapevolezza. Non devono sentirsi sole ma devono ricevere ascolto, solidarietà e accoglienza, in primis dalle persone vicine, ma anche dalle istituzioni.

Per questo, consiglio di rivolgersi con fiducia ai centri antiviolenza, luoghi sicuri in cui ricevere sostegno e protezione.

Inoltre, è bene ricordare l’esistenza delle case rifugiodove le donne possono mettere in salvo se stesse e i propri figli dai compagni violenti.

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