L’affidamento dell’animale domestico nella separazione

L’affidamento dell’animale domestico nella separazione

In caso di separazione la legge prevede una regolamentazione precisa per la divisione dei beni e per la tutela dei figli.

Ma se una coppia ha un animale domestico in comune, come si stabilisce l’affidamento? Su questa tematica non c’è ancora una regolamentazione precisa, né sufficiente chiarezza.

Inoltre, le cose si complicano se la separazione tra le parti non è consensuale.

Di seguito le mie riflessioni sull’argomento.

La coppia e un animale in comune

Molte coppie decidono di prendere un animale da crescere insieme. Spesso si dà per scontato quanto questa scelta sia importante e quanto influenzi il futuro della vita di due persone.

Infatti, se i due coniugi malauguratamente decidono di separarsi, l’affidamento dell’animale domestico a volte può essere messo in discussione.

Soprattutto perché in Italia non c’è una norma specifica sull’affidamento degli animali domestici in caso di separazione di coppia.


Tipo di separazione e affidamento dell’animale domestico

Il tipo di separazione che si sceglie di intraprendere è determinante per l’affido dell’animale di coppia.

Infatti, se si opta per una separazione consensuale, sarà l’avvocato a prevedere nelle condizioni di separazione le questioni di affidamento, allocamento e contributo spese per la gestione dell’animale. Oppure può accadere che il tribunale lasci la scelta alla determinazione delle parti coinvolte.

In caso di separazione giudiziale la questione si complica.

In questo caso, il tema sarà affidato alla sensibilità del giudice, il che lascia la questione aperta.


Principi normativi e affidamento dell’animale domestico

Esiste comunque un principio normativo stabilito dall’Articolo 13 del Trattato di Lisbona del 2007, secondo cui gli animali sono esseri senzienti, in grado di provare sentimenti e con bisogni specifici.

Per cui sarebbe auspicabile che il Tribunale si affidasse a tale norma, ma non sempre accade.

Fortunatamente molti tribunali italiani tendono a riconoscere l’importanza degli animali all’interno del contesto familiare anche in caso di separazione tra coniugi.

Un esempio è una sentenza del Tribunale di Foggia del 2008 in cui è stato previsto l’affidamento esclusivo dell’animale ad uno dei due coniugi sulla base della relazione affettiva e della conseguente capacità di prendersi cura dei suoi bisogni.

Un’altra sentenza interessante è la n. 5322 del 12 marzo 2016, con la quale il Tribunale di Roma ha invece previsto l’affido condiviso: l’animale è stato affidato congiuntamente ai due coniugi con allocamento dello stesso per 6 mesi alternativamente.

La questione è invece più chiara rispetto alla cura dell’animale nel testamento. Infatti, è possibile predisporre nel testamento che, fatte salve le quote di legittima, una parte di questo vada a una persona che si prenda l’onere di occuparsi dell’animale domestico.

Conclusioni

L’affidamento dell’animale domestico è ancora una questione aperta in ambito giudiziale,  soprattutto se la separazione tra le parti non è consensuale.

Nella maggior parte dei casi, per ora, sta al buon senso della coppia stabilire che cosa sia meglio per l‘affidamento dell’animale domestico. 

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