Quando la violenza sulle donne continua con la separazione

Quando la violenza sulle donne continua con la separazione

Il fenomeno della violenza sulle donne è ritenuta dalle Nazioni Unite una violazione dei diritti umani.

Nonostante ciò, le statistiche mostrano come questo fenomeno sia ancora troppo presente all’interno della società odierna. 

I dati relativi a episodi di violenza e di omicidio nei confronti delle donne sembrano essere non solo stabili, ma addirittura in crescita negli ultimi anni. 

La diffusione del fenomeno della violenza sulle donne in Italia

L’ Istat ha diffuso recentemente il report sugli omicidi nel biennio 2018-2019. 

Nel 2019 gli omicidi in Italia sono stati 313: 204 uomini e 111 donne.  

In particolare, considerando l’ambito familiare o affettivo si registra un aumento delle vittime: 150 vittime nel 2019 (47,5% del totale). 

Le differenze di genere sono forti: le vittime di omicidio in questo ambito sono il 27,9% uomini, mentre l’83,8% sono donne. 

commettere l’omicidio nel 61,3% dei casi è il partner o l’ex partner e tra questi nel 70% dei casi l’assassino è il marito. 

Per di più, per le donne la situazione si è ulteriormente aggravata nel primo semestre del 2020, durante il lockdown per Covid-19.

Gli omicidi di donne sono stati pari al 45% del totale, contro il 35% dei primi sei mesi del 2019. 

Durante il primo semestre del 2020 le donne uccise in ambito affettivo/ familiare sono state ben il 90%. 

Le donne vittime di violenza sono ancora poco tutelate

La verità è che, ancora oggi, purtroppo le donne non sono ancora sufficientemente tutelate. 

Le donne vittime di violenza non sanno come uscire da una situazione che sta rendendo la loro vita impossibile. E quel che è peggio, non sanno a chi chiedere aiuto e molto spesso hanno paura a farlo. 

Eppure, dall’esterno, la soluzione sembrerebbe facile: bisogna lasciare gli uomini violenti, denunciare e andarsene. Se fosse così semplice, però, non ci sarebbero più femminicidi.

Spesso, si ha paura e si teme il giudizio sociale e della famiglia. 

E, a volte, è persino difficile far capire che la responsabilità della violenza non è mai della donna e dei suoi comportamenti. La colpa della violenza è sempre dell’uomo.  

L’importanza di rivolgersi ad un team di esperti

Quello che in molti non sanno però, è che la violenza sulle donne può acuirsi nel momento in cui una donna decide di separarsi.

Per questo motivo è importante, per le donne che vogliono intraprendere un percorso di separazione da un marito violento, rivolgersi a professionisti che sappiano offrir loro supporto e competenza. 

E sono queste le ragioni che mi hanno portato a collaborare con Marco Brignone, un avvocato penalista, con Sonia Superti, consulente pedagogica e coordinatrice genitoriale, con Valeria Cani, una psicoterapeuta e con Cecilia Pecchioli, che è una psicoterapeuta e psicologa giuridica.

Collaboro anche con Stefania Spinelli, una Life Coach e Trainer – “Coach delle rotture” – che potrà aiutare la donna nel percorso di crescita e di nuova consapevolezza di sé. Una professionista che supporterà le donne a trasformare le rotture in occasioni. 

Ho creato questa rete proprio per dare un supporto totale a tutte le donne in difficoltà. 

Mi auguro sempre di più che uno studio come il mio non sia un’eccezione, ma la regola. Che aumentino i servizi e le strutture in cui le donne possano trovare sostegno e aiuto. Dove non si sentano mai abbandonate, ma accolte e accompagnate verso una vita nuova.

In modo che nessuna donna sia più costretta ad accettare abusi

Conclusioni

Ogni donna uccisa rappresenta una sconfitta dolorosa per l’intera comunità, una lama che squarcia il velo di solitudine e di silenzio assordante che circonda una donna che subisce violenza dal proprio partner. 

Ma, con adeguati programmi di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno, le violenze e gli omicidi delle donne da parte dei propri partner, potrebbero ridursi notevolmente. 

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