
IL DIVORZIO
Separazione e divorzio: quando rivolgersi a un avvocato divorzista a Milano
La separazione “sospende” il matrimonio, il divorzio fa cessare il matrimonio.
Come avvocato divorzista a Milano posso darti già qualche risposta sul divorzio e alcune sue tipologie.
Quando può essere chiesto il divorzio?
Il divorzio può essere chiesto dopo 6 mesi dall’udienza di separazione.
Molti mi chiedono perché dovrebbero divorziare dopo essersi separati.
Ecco 3 motivi per procedere con il divorzio:
- Con il divorzio si diventa liberi di stato e quindi ci si potrà risposare.
- La moglie non potrà più usare il cognome del marito, salvo autorizzazione del Tribunale.
- Il divorziato perde i diritti ereditari rispetto al patrimonio dell’ex coniuge e potrà avere diritto alla pensione di reversibilità solo in presenza di determinati requisiti.
Divorzio a Milano: tutte le tipologie
divorzio congiunto
Il divorzio è congiunto quando i coniugi si accordano su ogni questione (aspetti patrimoniali, affidamento dei figli, diritto di visita, mantenimento dei figli e assegnazione della casa coniugale).
Quanto dura la procedura di divorzio congiunto?
Presso il Tribunale di Milano, l’udienza è fissata in media entro 4 mesi dalla data di deposito del ricorso e la pubblicazione della sentenza interviene, in media, entro 5 mesi dalla data di deposito del ricorso.
divorzio giudiziale
Quando non vi è accordo tra i coniugi sulla decisione di divorziare o sulle questioni relative al divorzio, ciascuno dei coniugi può chiedere il divorzio giudiziale.
I temi più dibattuti in ambito di divorzi a Milano
In caso di divorzio la casa coniugale rimane al legittimo proprietario se non ci sono figli o se i figli, divenuti maggiorenni, hanno trasferito altrove la propria dimora.
La casa viene invece assegnata in godimento alla ex moglie, se la coppia ha figli minorenni o se i figli sono maggiorenni ma non ancora economicamente indipendenti.
In caso di divorzio tra due coniugi è previsto il contributo mensile al mantenimento dei figli anche nel caso di divorzio, sia esso consensuale o giudiziale, e ciò sino a quando i figli divengano economicamente indipendenti o trasferiscano altrove la propria dimora.
In caso di divorzio può essere previsto l’assegno divorzile, che sostituisce l’assegno di mantenimento previsto in sede di separazione, in favore del coniuge non autosufficiente.
Le parti possono, però, accordarsi per un assegno una tantum (ossia una somma versata in un’unica soluzione) o per il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale.
Con il divorzio si perde il diritto di partecipare alla successione dell’ex coniuge.
Tuttavia, è prevista la possibilità di riconoscere un assegno periodico a carico dell’eredità e in favore del coniuge divorziato, nel caso in cui si trovi in uno stato di bisogno e godesse dell’assegno divorzile al momento dell’apertura della successione.
Il coniuge divorziato ha il diritto di percepire una quota del TFR dell’ex coniuge, chiamata pensione di reversibilità, se e solo se è titolare di assegno divorzile e non si è risposato.
Tale quota è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
Il coniuge divorziato ha il diritto di percepire una quota del TFR dell’ex coniuge, chiamata pensione di reversibilità, se e solo se è titolare di assegno divorzile e non si è risposato.
Tale quota è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
Le parti possono, però, accordarsi per un assegno una tantum (ossia una somma versata in un’unica soluzione) o per il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale.
Modifica delle condizioni: il supporto di un avvocato divorzista a Milano
Si può chiedere al Tribunale di modificare le condizioni del divorzio quando intervengono circostanze di fatto e di diritto “nuove” e tali da giustificare la richiesta di modifica.
Quando può avvenire una modifica alle condizioni di divorzio?
Come per le separazioni possono essere effettuate modifiche alle condizioni di divorzio quando
- un coniuge non è più in grado di contribuire al mantenimento dei figli nella misura stabilita in Tribunale, a causa di un evento attinente alla sua attività lavorativa (fallimento, licenziamento, dimissioni) o alla sua vita personale (ad esempio, la formazione di una nuova famiglia o la nascita di un figlio da altro compagno)
- un figlio diviene indipendente economicamente
- un figlio trasferisce altrove la propria dimora.
La richiesta di revisione dei provvedimenti adottati in sede di divorzio può essere richiesta solo con l’assistenza di un avvocato.
Quanto dura la procedura di modifica delle condizioni di divorzio?
Presso il Tribunale di Milano, l’udienza viene tenuta dopo circa 3 – 4 mesi dal deposito del ricorso.
IL DIVORZIO
SEPARAZIONE E DIVORZIO: QUANDO RIVOLGERSI A UN AVVOCATO DIVORZISTA A MILANO
La separazione “sospende” il matrimonio, il divorzio fa cessare il matrimonio.
Come avvocato divorzista a Milano posso darti già qualche risposta sul divorzio e alcune sue tipologie.
Quando può essere chiesto il divorzio?
Il divorzio può essere chiesto dopo 6 mesi dall’udienza di separazione.
Molti mi chiedono perché dovrebbero divorziare dopo essersi separati.
- Con il divorzio si diventa liberi di stato e quindi ci si potrà risposare.
- La moglie non potrà più usare il cognome del marito, salvo autorizzazione del Tribunale.
- Il divorziato perde i diritti ereditari rispetto al patrimonio dell’ex coniuge e potrà avere diritto alla pensione di reversibilità solo in presenza di determinati requisiti.
Divorzio a Milano: tutte le tipologie
Il divorzio è congiunto quando i coniugi si accordano su ogni questione (aspetti patrimoniali, affidamento dei figli, diritto di visita, mantenimento dei figli e assegnazione della casa coniugale).
Quanto dura la procedura di divorzio congiunto?
Presso il Tribunale di Milano, l’udienza è fissata in media entro 4 mesi dalla data di deposito del ricorso e la pubblicazione della sentenza interviene, in media, entro 5 mesi dalla data di deposito del ricorso.
Quando non vi è accordo tra i coniugi sulla decisione di divorziare o sulle questioni relative al divorzio, ciascuno dei coniugi può chiedere il divorzio giudiziale.
I temi più dibattuti in ambito di divorzi a Milano
In caso di divorzio la casa coniugale rimane al legittimo proprietario se non ci sono figli o se i figli, divenuti maggiorenni, hanno trasferito altrove la propria dimora.
La casa viene invece assegnata in godimento alla ex moglie, se la coppia ha figli minorenni o se i figli sono maggiorenni ma non ancora economicamente indipendenti.
In caso di divorzio tra due coniugi è previsto il contributo mensile al mantenimento dei figli anche nel caso di divorzio, sia esso consensuale o giudiziale, e ciò sino a quando i figli divengano economicamente indipendenti o trasferiscano altrove la propria dimora.
In caso di divorzio può essere previsto l’assegno divorzile, che sostituisce l’assegno di mantenimento previsto in sede di separazione, in favore del coniuge non autosufficiente.
Le parti possono, però, accordarsi per un assegno una tantum (ossia una somma versata in un’unica soluzione) o per il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale.
Con il divorzio si perde il diritto di partecipare alla successione dell’ex coniuge.
Tuttavia, è prevista la possibilità di riconoscere un assegno periodico a carico dell’eredità e in favore del coniuge divorziato, nel caso in cui si trovi in uno stato di bisogno e godesse dell’assegno divorzile al momento dell’apertura della successione.
Il coniuge divorziato ha il diritto di percepire una quota del TFR dell’ex coniuge, chiamata pensione di reversibilità, se e solo se è titolare di assegno divorzile e non si è risposato.
Tale quota è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
Il coniuge divorziato ha il diritto di percepire una quota del TFR dell’ex coniuge, chiamata pensione di reversibilità, se e solo se è titolare di assegno divorzile e non si è risposato.
Tale quota è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
Le parti possono, però, accordarsi per un assegno una tantum (ossia una somma versata in un’unica soluzione) o per il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale.
Si può chiedere al Tribunale di modificare le condizioni del divorzio quando intervengono circostanze di fatto e di diritto “nuove” e tali da giustificare la richiesta di modifica.
Quando può avvenire una modifica alle condizioni di divorzio?
Come per le separazioni possono essere effettuate modifiche alle condizioni di divorzio quando
- un coniuge non è più in grado di contribuire al mantenimento dei figli nella misura stabilita in Tribunale, a causa di un evento attinente alla sua attività lavorativa (fallimento, licenziamento, dimissioni) o alla sua vita personale (ad esempio, la formazione di una nuova famiglia o la nascita di un figlio da altro compagno)
- un figlio diviene indipendente economicamente
- un figlio trasferisce altrove la propria dimora.
La richiesta di revisione dei provvedimenti adottati in sede di divorzio può essere richiesta solo con l’assistenza di un avvocato.
Quanto dura la procedura di modifica delle condizioni di divorzio?
Presso il Tribunale di Milano, l’udienza viene tenuta dopo circa 3 – 4 mesi dal deposito del ricorso.






