
L’attore Massimo Troisi una volta ha detto: “Io non è che sia contrario al matrimonio, però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi”.
Uomo e donna sono due meravigliosi pianeti diversi e spesso opposti, come ha rappresentato lo psicologo ed esperto in sessuologia e comunicazione statunitense John Gray nel suo libro “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”.
L’amore è la magia che li fa incontrare, li fa innamorare e fa credere loro di aver incontrato l’altra metà della mela, la persona che li completa.
Per molte coppie il matrimonio è il pilastro dell’unione: un passaggio fondamentale per dimostrare il proprio amore e condividere il percorso di vita insieme. Allo stesso tempo è il punto di inizio di quel cammino d’amore che, come ogni evento della vita, vivrà momenti stupendi, ma anche qualche difficoltà.
Ma perché due persone che si sono amate e che hanno desiderato condividere un progetto di vita decidono di separarsi e spesso lo fanno in malo modo?
Per evitare proprio questo ho messo appunto un mio metodo, “separo ma non rompo”, per accompagnare le coppie in una separazione il più semplice e meno conflittuale possibile. Se anche tu vuoi vivere il divorzio in modo più sereno prendi ora il tuo appuntamento.
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Ho avuto un cliente che ha deciso di separarsi perché la moglie spendeva troppo. In un primo momento ho compreso il problema ma vi confesso che sono rimasto sorpreso quando mi ha detto: “Pensi Avvocato, mia moglie compra addirittura il prosciutto crudo!”.
In quell’occasione gli consigliai di intraprendere un percorso psicologico prima di addivenire alla separazione.
Quando l’ho rincontrato qualche mese dopo, ringraziandomi del consiglio che gli avevo dato, mi confessò che la terapia non lo aveva dissuaso a separarsi. Non riusciva a tollerare che la moglie spendesse i loro soldi e questa cosa gli provocava sofferenza.
Può bastare questo per separarsi?
Una volta ci si separava quasi esclusivamente per gravi incompatibilità di carattere oppure a causa di un tradimento. Oggi ci si può separare anche quando un motivo reale non c’è.
Il rapporto di coppia d’altronde non è mai una questione semplice. Per di più, nel corso degli anni la coppia è sempre più esposta a problemi economici o lavorativi che in passato potevano non esserci.
Un altro fattore di criticità è la differenza di carattere, che anche se all’inizio può attrarre fortemente, in seguito può diventare causa di una crisi irreversibile. Come anche il modo di discutere e di affrontare i problemi quotidiani.
Non bisogna poi sottovalutare la nascita di un figlio, un evento meraviglioso che può però coincidere con il lento declino della relazione amorosa.
Non tutti infatti sono in grado di reggere le responsabilità e lo sforzo emotivo necessario per mantenere il giusto equilibrio tra la cura del bambino, lo stare con il proprio partner e prendersi cura di se stessi. È difficile essere un genitore attento e un partner presente.
Altri motivi di crisi possono essere: la gestione della casa, i rapporti con le famiglie di origine, l’educazione dei figli, la difficoltà di cogliere le priorità dell’altro, o anche la gelosia per il successo professionale del coniuge.
Analizzando i vari motivi per cui viene richiesta la separazione mi sento di smentire il fatto che siano solo i giovani a separarsi perché sono egoisti, perché si mettono insieme troppo presto, perché affrontano con superficialità i problemi e vanno in crisi alle prime difficoltà.
In realtà l’età media delle coppie che si separano è superiore ai 60 anni. Perché succede?
Forse perché viene meno il collante della loro unione: i figli, divenuti adulti, si allontanano da casa e costruiscono le loro famiglie e a quel punto non c’è più motivo per restare insieme.
Ci possono essere validi motivi per separarsi così come può non esserci un solo valido motivo. A volte semplicemente non ci si ama più e non si vuole più stare assieme.
L’unica cosa che raccomando sempre è di non rimanere insieme per il bene dei figli. I bambini hanno bisogno di vivere in un clima sereno sentendo di essere amati da entrambi i genitori, che essi stiano assieme o meno.
Quindi, se i figli saranno rassicurati sul fatto che mamma e papà saranno sempre presenti e non dovranno mai “scegliere” da che parte stare, l’intera famiglia vivrà il momento della separazione in modo più sereno.
Consiglio poi di avvalersi di un avvocato che sappia accogliere il vissuto emotivo delle persone e che comprenda che la separazione non è solo una questione legale ma che è soprattutto un trauma personale accompagnato spesso da rabbia e rancore.
Come diceva Piero Calamandrei “L’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé, assumere su di sé i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce“.
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