
Spesso gli uomini dimenticano che le donne hanno dei diritti in caso di separazione e divorzio. Ciò che cerca di fare la legge è di riequilibrare una situazione che, il più delle volte, vede come parte svantaggiata la moglie, spesso nullatenente, senza un lavoro stabile e lasciata sola a provvedere alla cura dei figli.
Alla moglie separata spetta il mantenimento che deve tendenzialmente garantirle lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio naturalmente tenendo conto delle effettive possibilità economiche del marito e, in ogni caso, fino a quando non instauri una nuova convivenza stabile con un altro uomo.
Il diritto al mantenimento però non spetta sempre alla donna. Esso infatti non è previsto se alla donna viene addebitata la separazione, per aver violato uno degli obblighi derivanti dal matrimonio: assistenza morale e materiale, fedeltà e coabitazione.
L’assegno di mantenimento deve garantire alla donna solo l’autosufficienza economica del beneficiario, a meno che non abbia rinunciato alla carriera per occuparsi della casa e dei figli. In questo caso infatti l’assegno deve tenere conto del contributo offerto.
Ne consegue che, se la donna ha un lavoro ed è in grado di mantenersi decorosamente da sola, l’assegno divorzile può anche esserle negato.
Per far valere questo diritto e tutti gli altri, puoi affidarti alla mia competenza ed esperienza in quest’ambito. Ti basta contattarmi per una consulenza con una mail o una chiamata.
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Alla donna spetta vivere nella casa coniugale, anche se intestata interamente al coniuge, se il Giudice ha deciso la collocazione dei figli presso di lei, perfino se le è stata addebitata la separazione. In questo caso infatti la legge tutela prima di tutto i minori.
Diritto all’affidamento dei figli
In genere, anche se i figli vengono collocati presso la madre, l’affido è condiviso, a meno che il padre non si riveli pericoloso o comunque negativo per un corretto sviluppo psico-fisico dei minori. Fatti quindi salvi questi casi particolari, se l’affido è condiviso, entrambi i genitori hanno il diritto di esprimere la loro opinione per quanto riguarda le scelte più importanti per la vita dei figli, la loro educazione e il percorso di studi.
Insomma la regola prevede che i minori, proprio per il ruolo di cura e ascolto della madre, vengano affidati a entrambi i genitori e collocati presso la donna, anche se, nel caso in cui i figli abbiano superato i 12 anni di età, il giudice è tenuto a sentirli, perché la loro opinione può essere determinante ai fini della decisione.
Nel divorzio, per quanto riguarda l’affido dei figli, le regole sono le stesse della separazione.
Nel momento in cui il giudice colloca i figli presso la madre, assegnataria altresì della casa coniugale, essa ha anche il diritto di ricevere dal coniuge un contributo mensile per il mantenimento dei figli, oltre al 50% delle spese straordinarie. Giurisprudenza conforme ritiene che il contributo al mantenimento dei figli, identico in caso di divorzio, cessi con la raggiunta autosufficienza degli stessi e comunque non oltre i 35 anni di età, con la possibilità per il figlio maggiorenne di chiedere che l’assegno venga versato direttamente a lui.
La morte del marito prima del divorzio determina la successione della moglie nell’eredità dello stesso, come se fossero ancora sposati. Pertanto se la coppia non ha avuto figli la moglie erediterà l’intero patrimonio, se invece è presente un figlio, l’eredità andrà divisa a metà, mentre in presenza di due o più figli alla madre spetterà il 33%, a cui deve aggiungersi l’usufrutto legale sulla casa fino alla sua morte.
Alla ex separata dal defunto marito spetta la pensione di reversibilità, a meno che alla stessa non sia stata addebitata la separazione. Il coniuge superstite può avere diritto alla pensione di reversibilità (sempre che non si sia risposato) se aveva ottenuto con la sentenza di divorzio il riconoscimento dell’assegno per il suo mantenimento.
Se il marito va in pensione prima del divorzio, alla moglie separata non spetta la quota del Tfr che le competerebbe solo dopo lo scioglimento del vincolo matrimoniale. La legge infatti prevede che all’ex coniuge divorziato tocchi solitamente il 40% della quota del Tfr del marito se:
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18 commenti su “I diritti delle donne in fase di separazione”
Buonasera avvocato,
Ho 30 anni sposata da 4 anni con 1 figlia di 2 anni e mezzo.devo separarmi da mio marito perché è un continuo discutere e litigare dove lui arriva ad urlare e mancarmi di rispetto con parole offensive e disprezzi totale.il matrimonio è in comunione di beni con casa cointestata e mutuo cointestato…..ci sono stati vari episodi dove lui andato via di casa non avevano responsabilità nel crescere la piccola ed sempre tornando a casa dei suoi genitori fregandosene della neonata che da quando la piccola bimba aveva 4 mesi comporta così…ogni discussione apre la porta e va via ma poi torna …dopo l ennesima volta che me ne ha dette di tutti i colori e ha urlato anche davanti alla piccola è rimasto fuori di casa.
,ora alloggia in un b e b …per la bambina vorrei che lui la vede,trascorre del tempo insieme qualche ora ma non voglio in modo assoluto che dorme con lui….la piccola è attaccattissima alla sua mamma infatti quando va con lui chiede la mia presenza e piange…..che diritti ha mio marito nei confronti della piccola di 2 anni e mezzo? con un reddito di 12000 ?io sono disoccupata ho lasciato il lavoro e mi sono presa cura della piccola
Gent.le Sig.ra Giulia,
Suo marito ha diritto di vedere Sua figlia e di trascorrere del tempo con lei; ha diritto anche al pernottamento a condizione che ciò non rappresenti un pregiudizio per la bambina.
Consiglio un percorso terapeutico che aiuti voi a gestire la separazione, a spiegarla alla bambina ed agevoli i Vostri rapporti.
Lei potrà avere diritto ad un mantenimento, qualora la decisione di lasciare il lavoro sua stata condivisa con Suo marito.
La Sua condizione di disoccupazione non preclude la possibilità di ottenere la separazione, in quanto eventualmente potrà ricorrere al gratuito patrocinio.
Potrà contattarmi qualora volesse approfondire le questioni poste alla mia attenzione.
Con i miei migliori saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Buongiorno gentile Avvocato,
sono sordomuta dalla nascita ma autonoma a gestirmi la mia vita e quella dei miei bambini.
Ormai vivo sola con i bambini (4 anni e 2 anni) e lavoro da 20 anni.
Da quando sono rimasta incinta della mia prima bimba ho iniziato a vedere certi comportamenti stressanti da parte di mio marito fino all’ultimo momento. Ho cercato di parlarci e andar incontro, soprattutto ad essere positivi nella vita ma è stato tutto invano che alla bellezza di 3 anni sono arrivata al punto di non parlare più e man mano l’amore si spegnava.
Nei ultimi tempi (ottobre 2021) ho iniziato a stare male fisicamente e a marzo 2022 ho perso i sensi del gusto e olfatto a causa stress.
Ad agosto ho preso un mese di pausa con i miei bambini e siamo stati al mare lontano dal papà (doveva lavorare) e sempre in accordi di entrambi per recuperare i miei sensi ma invano, al ritorno dopo 5 giorni si è ricominciato da capo e così l’ho lasciato.
Quando gli ho detto “come ci siamo presi l’impegno di sposarci, prendiamo l’impegno di lasciarci” e la sua prima risposta è stata “io non voglio vivere con i miei” e poi mi chiede i soldi per mantenerlo. Ovviamente lui lavora e guadagna più di me (1.800 euro).
Detto questo nel mese di settembre ho pagato tutto io per i bambini (vestiti, materiale per asilo/nido, cibo, pannolini) e al momento lui non si è nemmeno esposto di chiedermi se ho bisogno dei soldi per i bambini.
Non sono una che chiedo i soldi e per i miei figli mi faccio i miei sacrifici per non far mancare nulla, ma mi chiedo se ho il diritto di tenere i bambini con me (ovvero lasciandoli anche al papà quando lui vuole e stessa cosa anche quando i bambini me lo chiedono) nonostante sono sordomuta e frequento psicologo da giugno?
Gentile Signora,
La ringrazio per avermi contattato.
La Sua condizione fisica e il fatto che Lei abbia deciso di intraprendere un percorso psicologico non rappresentano condizioni ostative rispetto ad un’eventuale Sua richiesta di separazione con affido congiunto dei figli e loro collocamento prevalente con Lei presso la casa familiare.
Potrà contattarmi per ogni ulteriore chiarimento o per fissare un incontro presso il mio studio.
Cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Buon Giorno Avvocato , purtroppo mia moglie mi ha detto che non mi ama più e vuole la separazione. nel frattempo di comune accordo lei è andata ad abitare da parenti, sta utilizzando la mia macchina, gli faccio un bonifico ogni mese per mantenerla, la cifra è pari a 400 € che sarebbe la stessa somma che utilizzavamo per la spesa quando eravamo insieme, in tre abbiamo un figlio di 18 anni che vive con me. le chiedo nel momento in cui ci separiamo ufficialmente quanto le spetta di assegno , io ho un reddito di circa 30 mila euro, vivo in un appartamento in affitto come dicevo prima insieme a mio figlio che va a scuola, lei non lavora. per quanto riguarda la macchina oltre al mantenimento devo lasciargliela? grazie
Egr. Sig. Carmelo,
La ringrazio per avermi contattato.
Non mi è possibile esprimere un parere sulla base di quanto a Lei esposto.
Voglia pertanto contattarmi per meglio esporre la situazione.
Cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Buongiorno gentile Avvocato,
Ho 61 anni sono sposata da 17 anni, in regime di separazione dei beni, senza figli, casalinga, nata in Brasile, ho la cittadinanza italiana per matrimonio da 14 anni. Sono venuta in Italia per sposarlo,
All’epoca non riuscivo a trovare lavoro perché avevo già 44 anni, non conoscevo bene la lingua e anche perché ho un problema di udito irreversibile. Quindi ha detto che avrebbe dovuto restare a casa e prendersi cura di lui. A volte litighiamo e ultimamente in questi litigi mi dice che dovrei andarmene, che non ho diritto a nulla. Quando l’ho conosciuto era già divorziato e la sua ex moglie ha diritto alla metà dell’appartamento in cui viviamo. Hanno due figlie maggiorenni da questo primo matrimonio e due nipoti minorenni. Se mi chiede il divorzio quali sono i miei diritti oppure davvero non ne ho nessuno?
Mi scuso per eventuali errori di ortografia e vi ringrazio in anticipo per l’attenzione.
La ringrazio per avermi contattato.
Voglia cortesemente chiamarmi per valutare più compiutamente la Sua situazione.
In attesa di riscontro, invio cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Sono una donna di 43 da poco separata dopo 27anni di matrimonio, noi litigavamo sempre lui mi insultava e alzava le mani.lui e andato via,lui lavora ha uno stipendio di 2.200.abbiamo tre figli due maggiorenni e un bambino di 11anni .sono preoccupata nn so che mi spetta e se paghera il fitto.
Cosa mi spetta per me e mio figlio minore.grazie mille in attesa di una vostra risposta
Gent.le Sig.ra Amato,
La ringrazio per avermi contattato.
Voglia cortesemente chiamarmi per valutare più compiutamente la Sua situazione.
In attesa di riscontro, invio cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Buongiorno avvocato…vorrei un paio di informazioni sulla mia situazione…separazione senza figli…posso chiedere se devo pagare per avere informazioni o possiamo sentirci per due parole o consigli senza impegno?grazie.
Egr. Sig. Andriolo,
La ringrazio per avermi contattato.
Mi rendo disponibile ad un incontro in studio o tramite video call.
In attesa di riscontro, invio cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Buonasera avvocato,
purtroppo le cose tra me e mia moglie non funzionano più come prima e tra poco ci separeremo. Lei mi ha dichiarato di non essere più felice di vivere con me e di non amarmi più.
Abbiamo 2 figli minorenni, i quali non si rendono nemmeno conto di cosa gli spetterà tra poco quando affronteremo il discorso con loro…
Siamo in comunione dei beni e un mutuo ancora da pagare, per fortuna ancora per 4 anni e mezzo.
La mia intenzione è di contribuire a pagare le rate restanti del mutuo dove vivranno i miei figli insieme alla moglie.
Ma una volta estinto il mutuo, che diritto ho sulla casa? Posso richiedere di essere rimborsato cedendo la mia quota compreso tutti i valori interni acquisiti insieme? o non ho nessun diritto?
Lei ha acquisito da suo padre un indennizzo dovuto ad un incedente della madre. Questi soldi sono cointestati sul conto. Mi aspetta la mia parte o non ho nessun diritto?
Calcolando che dovrò pagare quota mutuo residua, mantenimento dei figli, dovrò cercare una casa nuova dove andrò a vivere e vorrei dare ai miei figli lo stesso confort, e stabilità che hanno nella casa dove vivono
Il mio guadagno annuo supera i 35000 euro. Quanto le dovrò dare per il mantenimento? Lei per il momento usufruisce del part time.
La ringrazio se mi può solamente dare qualche informazione in merito a quanto scritto
Cordiali saluti
Andrea
Egr. Sig. Bettini,
La ringrazio per avermi contattato.
Mi rendo disponibile ad un incontro in studio o tramite video call.
In attesa di riscontro, invio cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Salve avvocato da anni il mio matrimonio sta andando alla fine ma avendo 3 figli provo e riprovo a tirare avanti x il loro bene ma e tutto inutile , passano i giorni i mesi e mi accorgo che e inutile riprovarci xké sono urla di continuo indifferenza e i bambini ne risentono ! Io nn lavoro ma x avere qualche soldo in tasca xké lui nn mi dà un centesimo vado a fare qualche giorno di pulizie in nero 😢 uso la sua macchina e mi creda me lo rinfaccia sempre ! Nn c’è la faccio più ! La violenza nn è solo fisica ( nn mi alza le mani ) ma mentalmente mi sta facendo ammalare x questo vorrei separarmi ! Cosa mi spetterebbe ?
Gent.le Sig.ra Floriana,
La ringrazio per avermi contattato.
Mi rendo disponibile ad un incontro in studio o tramite video call per approfondire le varie questioni.
In attesa di riscontro, invio cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara
Salve avvocato , siccome fra una settimana dobbiamo andare in comune precisamente il 4 settembre, volevo chiederle “ è giusto che io vada in comune per fare la separazione con mio marito, dato che abbiamo anche la comunione dei beni? “
Quali sono i miei diritti?
Cosa devo fare, andare in comune oppure mettere l’avvocato per far valere i miei diritti?
Nn abbiamo figli in comune, però io ho una figlia che vive con me ( affidamento condiviso dal giudice) ma con residenza dal suo papà
Nn abbiamo conti in comune
Abitiamo in una casa in affitto
Al momento non ho una macchina di mia proprietà quindi vado a lavorare con la macchina di mio marito
Per favore mi aiuti lei aspetto una sua risposta
Grazie per il momento
Gent.le Sig.ra Marilena,
La ringrazio per avermi contattato.
La separazione o il divorzio in Comune è possibile quando non si hanno figli minori di età, maggiorenni portatori di handicap grave, figli economicamente non autosufficienti.
L’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale e non è possibile decidere la divisione patrimoniale, mentre sia in ipotesi di separazione consensuale che di divorzio, è possibile inserire, nell’accordo stesso, l’obbligo di pagamento di un assegno periodico a carico di uno dei coniugi nei confronti dell’altro coniuge.
Non esiti a contattarmi per eventuali approfondimenti sulla questione.
Cordiali saluti.
Avv. Giorgio Carrara