
Una delle principali novità introdotte dalla riforma “Cartabia” (Legge 27 settembre 2021, n. 134) è il piano genitoriale (previsto dall’art. 473 bis.12 ultimo comma del Codice di Procedura Civile): un documento obbligatorio per i genitori che si separano o divorziano e che hanno figli minori.
La riforma ha poi regolato e semplificato molte procedure legate a divorzi e separazioni, come per esempio cosa succede in caso di mancato versamento dell’assegno di mantenimento (qui un articolo in merito).
Lo scopo di un piano genitoriale è quello di garantire che i figli continuino ad avere una vita stabile e organizzata, riducendo al minimo l’impatto della separazione sulla loro quotidianità.
Il piano genitoriale è uno strumento che aiuta i genitori a concentrarsi sulle esigenze pratiche e quotidiane dei figli, indipendentemente dalle controversie personali.
Grazie a questo documento infatti, viene stabilito un progetto educativo e di accudimento che permette di regolamentare in modo chiaro gli aspetti più rilevanti della vita dei minori. Tra gli elementi chiave che devono essere indicati nel piano genitoriale troviamo:
Il piano genitoriale deve essere redatto congiuntamente dai genitori e presentato al tribunale come allegato alla richiesta di separazione o divorzio.
Se le due parti non riescono a trovare un accordo, ciascun genitore può presentare la propria versione del piano. Sarà poi il giudice a valutare le proposte e a formulare un piano che tenga conto delle reali esigenze del minore (ex art. 473bis 50 c.p.c.,). Lo stesso vale in caso di separazione o divorzio giudiziale. Il giudice può intervenire anche per altre questioni legate alla gestione dei figli, come per esempio il pagamento delle spese straordinarie.
L’obiettivo è sempre quello di individuare la soluzione migliore per garantire il benessere del figlio, basandosi sulle abitudini preesistenti e sulle necessità specifiche della sua crescita.
Il piano genitoriale non riguarda solo i genitori sposati che si separano o divorziano, ma è obbligatorio anche per i genitori non coniugati, conviventi o non, che vogliono disciplinare i rapporti con i figli minori.
Il piano, infatti, rappresenta un documento di riferimento per l’organizzazione della vita del minore, indipendentemente dallo stato civile dei genitori, e va stilato con cura e attenzione.
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Una volta approvato dal tribunale, il piano genitoriale diventa vincolante per entrambe le parti. Questo significa che i genitori devono attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite nel documento. Il mancato rispetto del piano può portare a sanzioni (previste dall’art. 473-bis.39 del Codice di Procedura Civile). Tra le conseguenze possibili ci sono:
Quando i genitori non riescono a trovare un accordo, il giudice può anche intervenire formulando una proposta di piano genitoriale, basandosi sui documenti presentati dalle parti e sulle esigenze specifiche del minore.
Il piano genitoriale è un documento fondamentale per tutelare il benessere e la stabilità dei figli in caso di separazione o divorzio. Esso aiuta infatti a definire in modo chiaro e dettagliato le responsabilità di entrambi i genitori, favorendo un approccio collaborativo e responsabile.
La gestione dei figli in caso di separazione è un argomento molto delicato e complesso per i genitori. Come vanno gestite, per esempio, le festività con i figli? Ne parlo in questo articolo.
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